Dina non vede Tore, il suo vicino di campagna, da qualche giorno e decide allora di andare a casa sua per avere notizie.
Le apre la porta Maria, la moglie devota di Tore, e la fa accomodare nel salotto, scusandosi, come si vuol dire, del disordine. “In questi giorni sto assistendo Tore e non ho il tempo né di pulire né di ordinare” dice Maria. Dina osservando il salotto pensa “L’unica cosa che è in disordine qui sono io”. Vede poi sulla poltrona Tore quasi nascosto dalle coperte di lana fatte da Maria. In testa un cappello sempre di lana, con il pon pon, anche esso fatto da Maria.
Si accomoda su una sedia che le porge ed esclama “Tore! Che hai?” E Tore con voce rauca, nasale e tremante “Sapessi Dina, la mano gelida della morte si è posata su di me …” e Dina sbigottita lo interrompe e preoccupata si rivolge a Maria “Ma che è successo? Cosa ha Tore?”. E Tore, questa volta con voce solenne esclama “Ho preso un colpo d’aria!” e poi prosegue dopo una piccola pausa “Sto malissimo. Tremo dal freddo. Ho la febbre alta. Sto prendendo gli antibiotici”. Dina trattiene a stento una risata. Lo sa che non sarebbe rispettoso ridere per chi sta male. Cercando di trattenersi chiede a Tore “Come un colpo d’aria? E dove ti ha colpito?”. Tore sente il sarcasmo nella voce di Dina ma non ha la forza di replicare, colpito come è. Con gli occhi chiede alla moglie di replicare lei. E Maria, prontamente, interviene a soccorrere il marito. “Sì sì, ha preso un colpo d’aria e il dottore, siamo andati ieri, gli ha dato gli antibiotici” dice con tono ingenuo non capendo né il sarcasmo di Dina né la richiesta di Tore. E Dina senza esitare replica “Da noi non esiste questa malattia, il colpo d’aria. Noi abbiamo il raffreddore, l’influenza, ma non il colpo d’aria”. Maria capisce ora quello che dice Dina e, per mettere in evidenza che il colpo d’aria esiste ribatte con tono deciso “l’ha detto il dottore” sottolineando dottore. Dina vorrebbe ridere e dice “ah, però! Da noi i dottori non sono aggiornati” e poi continua rivolgendosi a Tore “Hai detto che hai la febbre alta? Da noi chi ha la febbre ha la temperatura corporea alta. Ma non la febbre alta”. E Tore, rassegnato da questo stato febbrile che non gli consente di affrontare Dina come si deve “Prima che tu entrassi ho misurato la febbre, ed è altissima” fa una pausa per creare un momento di suspense e poi prosegue con toni solenne “è 36 e mezzo”. Al che Dina scoppia in una risata. Maria la guarda con indignazione. Dina però continua a ridere e cerca di dire “Trentaseiemezzo?”. “Sì sì” si affretta a rispondere Maria e continua “L’ha detto il dottore che se gli uomini hanno 36 e mezzo di febbre stanno male. Lo dice anche uno studio svedese”. Dina non sa come trattenere le risate, inizia a respirare lentamente per riprendere il controllo e dopo dice “Scusa Tore, non volevo mancarti di rispetto, ma vedo che anche tu con trentaseiemezzo ti senti male. Come tutti i maschi” e prosegue “E voi sareste il sesso forte!?” e rivolgendosi a Maria riprendendo a ridere “Maria, gli unici svedesi che conosci sono i fiammiferi”. “Dina, non voglio esagerare, ma io sto malissimo” interviene Tore con voce lamentosa e in soccorso della moglie . E Dina “Ma perchè gli antibiotici?”. Maria da moglie accorta qual è “Ha la gola infiammata”. “Ma scusa Tore, tu che hai il miele, prendi gli antibiotici?” replica Dina. Maria e Tore all’unisono “L’ha detto il dottore!”. Dina scuote la testa e si lascia andare in una riflessione amara “Povere noi donne che vi abbiamo lasciato il comando in ogni e per ogni cosa. Anche la legge prevede lo status del buon padre di famiglia. I maschi sono invece buoni solo a spaccar legna”. “Ma cosa stai dicendo!” esclama Maria indignata e continua “I lavori di casa sono per le donne!”. Dina sa che Maria, e purtroppo non è la sola, è impregnata da una cultura maschiocentrica che non lascia né vuol lasciare spazio alle donne, quindi si alza per andare via e sull’uscio della porta dice rivolta a Tore “So cosa regalarti, uno scudo!”. “Uno scudo!?” esclama Tore “E per cosa?” e Dina scoppiando a ridere “Per proteggerti dai colpi d’aria”.
3 risposte a “Tore, Dina e il colpo d’aria”
no vabbè!! È proprio vero
Tore è esagerato però pure il suo medico….Bel racconto! Mi è piaciuto!
Grazie Emanuela 🙂
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